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Benvenuti Tutti su questo blog,curato dall'esimio Monaldo Politi e Finardi,i nostri nomi sono frutto della fantasia dei due creatori di questo piccolo angolo di riflessione. Ricordiamo di moderare i commenti al vivere civile,siamo qui per confrontarci e non per scannarci,rirceverete risposte spero sempre esaurienti e rispettose dei VOSTRI punti di vista. (Ringrazio anticipatamente Sugar per ogni volta che vorrà arricchire gli spazi con i suoi graditi post)
Verranno eliminati ESCLUSIVAMENTE i commenti non in linea col Disclaimer che vi viene consigliato di leggere per intero.

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quel tornado nero martedì 26 dicembre 2006 | commenti


Ricordo con piacere quando lo vidi due anni or sono ad un concerto nella piazza del comune di Fermo in provincia di AP,non riuscivo a rimanere immobile,non mi trovavo solo in presenza di un uomo di cui amavo e amo la musica,lo ammiravo,ero conscio di trovarmi al cospetto di una persona che ha modificato la storia della musica e anche la vita di milioni di persone.


Dopo di lui lentamente la linea melodica è stata abbandonata per un tratto più sincopato,più ritmico,ed ancora oggi questa visione è un assioma per molti generi.

Ha rappresentato negli anni del riscatto quella generazione afro-americana,come lui amava definirsi,un punto di riferimento,la colonna sonora di una battaglia civile.

Dopo un soppruso razziale vennero a crearsi molto tafferugli in diverse città degli States,ma non nel luogo in cui esso stava tenendo un concerto,tutti erano a casa ad ascoltarlo,vederlo in televisione o dal vivo,fortunatamente Siattle aveva un sindaco lungimirante, non volendo che accadessero disordini aveva fatto in modo che il l evento musicale avvenisse,e fu la scelta giusta;tanto era il suo potere sulla popolazione di colore che in una città di milioni di abitanti non accadde il minimo tafferuglio,mentre larghe zone di città come New York o Miamy vennero date letteralmente alle fiamme.


Sono molte le cose che fece James Brown nella sua vita quasi epica,da giovane che venne cacciato da scuola perchè indossava abiti troppo poveri,cresciuto orfano tra bordelli e riformatori,divenne una stella,vide il declino della sua musica a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta,per poi rinascere miracolosamente,fino ad arrivare al momento della sua morte,irripetibile ed indiscusso genio.

Avendolo visto dal vivo di una cosa sono certo,non aveva mai tradito il suo pubblico,lo rispettava,dava tutto se stesso,anche se chissà quante volte aveva compiuto le stesse mosse o cantato le stesse canzoni,non si era ancora annoiato di quel che faceva,a differenza di molti altri più giovani di lui.

Era fatto per quella vita,e ricambiava l amore di tutti coloro che lo seguivano.

Lo voglio ricordare come l ho visto,ad un metro di distanza,che urlava rauco semi-piegato su di un microfono,con la fronte imperliata di sudore tanto da sembrare l estensione del suo mantello di paiette,ed io felice come un bimbo con gli occhi spalancati,emozionato e trepidante che saltellavo trasportato dalla gioia e dalla musica.

Perchè questo ha lasciato.

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è difficile accompagnare un ceco...(frase finale del film profumo di donna interpretato da Vittorio Gassman per la regia di Dino Risi 1978) domenica 24 dicembre 2006 | commenti


Questo titolo nasce da una considerazione,è difficile restare vicini a chi è incapace di vedere,a chi non è in grado di scorgere nulla,e non parlo di menomazioni fisiche,vi sono molte persone che sono così incapaci di rapportarsi con la realtà umana che si aggirano come ceche per la società.

Ecco un esempio lampante.
La sede della Ipc FaipMILANO - Aveva chiesto mezz'ora di lavoro flessibile per poter riprendere la figlia da scuola, ma l'azienda, la Ipc Faip di Vaiano Cremasco (Cremona), ha deciso di risolvere il problema più drasticamente, licenziandola. Raffaella, operaia di 40 anni, aveva fatto domanda per poter avere trenta minuti di flessibilità da utilizzare per accudire la sua bambina, ma dopo un lungo braccio di ferro è stata messa alla porta. Fino a qualche settimana fa la donna, divorziata e senza altri redditi se non la sua paga di mille euro, per prelevare la figlia a scuola aveva sempre usato la pausa pranzo. Recentemente un accordo sindacale l'ha accorciata però di mezz'ora. La signora aveva chiesto quindi una deroga, con la disponibilità a recuperare la mezzora o a perdere la retribuzione. Ma niente da fare: dopo una serie di iniziative, e dopo gli scioperi di mezzora indetti dalla Flm Uniti-Cub per consentire alla lavoratrice di accudire la figlia, l'azienda ha deciso il licenziamento. La decisione della Ipc Faip, azienda leader nella produzione di strumenti per la pulizia domestica e professionale ad acqua, è stato subito impugnata; la prima udienza davanti al giudice è fissata per il 9 gennaio a Crema. (20 dicembre 2006)
Ora diamo una guardata ai permessi sul diritto del lavoro,essi prevedono:

I lavoratori hanno l'obbligo di svolgere le prestazioni assegnate rispettando, nel quantitativo e nei criteri di distribuzione, l'orario a tempo pieno o parziale attribuito all'atto dell'assunzione. Tuttavia in alcune circostanze possono essere interessati a chiederne, per un periodo determinato, la riduzione.

Possiamo considerare il periodo scolastico un periodo determinato,se volessimo estendere al massimo tale normativa,

ma se anche non fosse possibile,ci si potrebbe rifare a questo speciale tipo di normativa:

Viceversa alcune norme contrattuali, diffuse nei principali Ccnl,prevedendo con varie espressioni e formule la facoltà del datore di lavoro di concedere ai lavoratori istanti aspettative di breve durata, per consentire il soddisfacimento di esigenze personali. E' il caso ad esempio dell'art. 57 del Ccnl per l'Industria Tessile 28 maggio 2004, che dispone oltre al rispetto di un limite massimo.

Era in potere del datore di lavoro permettere ad una madre divorziata e monoreddito di andare a prendere la figlia a scuola.

Si è preferito licenziarla,in rispetto della carità e della solidarietà umana.

Purtroppo la cosa non mi sorprende.

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Welby giovedì 21 dicembre 2006 | commenti



Roma, 21 dic. - (Ign) - Marco Pannella ha annunciato la morte di Piergiorgio Welby durante la diretta di Radio Radicale. Welby aveva 61 anni e da quaranta era malato di distrofia muscolare. Aveva chiesto l'eutanasia al presidente Napolitano lo scorso settembre. Poche ore prima del decesso il Consiglio Superiore della Sanità aveva negato lo spegnimento del respiratore perché "non c'era accanimento terapeutico". La distrofia muscolare che lo ha costretto ad una vita da lui stesso definita inaccettabile, aveva colpito Piergiorgio Welby all'età di 20 anni. Da allora, la malattia è peggiorata, lentamente ma inesorabilmente. Di papà scozzese (fu giocatore in serie A nella Roma), Welby aveva molteplici interessi: appassionato di caccia e di cani, ha fatto studi classici. Nato a Roma il 26 dicembre 1945 è stato colpito da una forma di distrofia muscolare progressiva. Nell'ultima fase della malattia, Welby era costretto a letto inibito a qualsiasi movimento di tutto il corpo, ad eccezione dei movimenti oculari e labiali. La sua sopravvivenza era assicurata esclusivamente da un respiratore automatico al quale era stato collegato nel 1997.





La natura è più pietosa degli uomini,lenta ma inesorabile.
Aiutata ovviamente dal medico(Mario Riccio) che alle 23 ha praticato la sedazione e poi portato alla morte staccando la spina.
Speriamo che se continui a parlare.




la notizia è stata presa dal presente portale:http://http://www.studiocataldi.it/news_adn_asp/news_adn_22857.asp

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le casse dei cari comuni | commenti


Art. 8 (Imposta di scopo per la realizzazione di opere pubbliche)1. A decorrere dal 1° gennaio 2007 i comuni possono deliberare con regolamento, adottato ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, l'istituzione di un'imposta di scopo destinata esclusivamente alla parziale copertura delle spese per la realizzazione di opere pubbliche individuate dai comuni nello stesso regolamento tra quelle indicate nel successivo comma 5.2. Il regolamento che istituisce l'imposta determina: a) l'opera pubblica da realizzare; b) l'ammontare della spesa da finanziare; c) l'aliquota di imposta; d) le modalità di versamento degli importi dovuti.3. L'imposta è dovuta, in relazione alla stessa opera pubblica, per un periodo massimo di anni cinque ed è determinata applicando alla base imponibile dell'imposta comunale sugli immobili di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 un'aliquota nella misura massima dello 0,5 per mille.4. Per la disciplina dell'imposta si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposta comunale sugli immobili.5. L'imposta può essere istituita per le seguenti opere pubbliche: a) opere per il trasporto pubblico urbano; b) opere viarie, con l'esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti; c) opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi; d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini; e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici.6. Il gettito complessivo dell'imposta non può essere superiore al trenta per cento dell'ammontare della spesa dell'opera pubblica da realizzare.7. Nel caso di mancato inizio dell'opera pubblica entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo i contribuenti possono chiedere il rimborso degli importi versati entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.Art. 9 (Contributo comunale di ingresso e di soggiorno)1. A decorrere dal 1° gennaio 2007 i comuni, con apposito regolamento adottato ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono deliberare l'istituzione di un contributo di soggiorno, operante anche per periodi limitati dell'anno, destinato ad interventi di manutenzione urbana ed alla valorizzazione dei centri storici.

Allora premettiamo una cosa,dopo il precedente governo mancavano i fondi per terminare molti lavori da portare a termine o appena iniziati,questa normativa comunque non prevede che si debbano completare,non vengono menzionati neppure,viene lasciato all arbitrio del comune come spendere i suddetti,che POTREMMO dover pagare e non e detto che per quelli vengano utilizzati.

Magari visti i 5 anni di tempo se non vi sono lavori pendenti si costruisce per intascare nuovi soldi.

Sempre alla faccia delle opere che vorrei vedere ultimate,non sarebbe stato molto meglio una legge più specifica?

Parliamo della legge n 9,in pratica una gabella estemporanea nel caso si volessero intascare euro,sperando che finiscano proprio a quello per cui sono state previste,manutenzione urbana significa molte cose...

Dimenticavo una appunto,grazie a questa legge ho il LIEVE SOSPETTO del perchè i lavori del mio paese si siano fermati;che attendano la fatidica data per terminare le costruzioni?Se qualcuno lo sapesse fatemelo presente.

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L'Opera Massima mercoledì 20 dicembre 2006 | commenti


Non vogliateneme, ma devo scrivere: non fossaltro che sto preparando l'esame di letteratura italiana.

Non intendo dare un compendio delle mie conoscenze, quanto mai esigue, ma condividere con voi delle riflessioni, e sentimenti, che da un po' di tempo a questa parte mi tartassano nello studio.

Dante.

Chi era costui? come potrebbe dire Don Abbondio...chi era? io non potrei mai spegarlo ma, davanti alla sua Commedia, non posso non vibrare di ammirazione e reverenza immensa.

Non so se a voi sia mai capitato ma, leggendo i versi della sua disperazione di fronte alle Fiere, ho avuto l'impressione d'aver davanti uno scritto in qualoche modo profetico, veritiero, più che mai moderno, vivo, palpitante, molto più di qualsiasi altra lirica esistenzialista, ermetica, eccetera eccetera.
"Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
Temp' era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
Questi parea che contra me venisse
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.
E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne 'l tempo che perder lo face,
che 'n tutti suoi pensier piange e s'attrista;
tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove 'l sol tace.
Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo tempo parea fioco.
Quando vidi costui nel gran diserto,
-Miserere di me-, gridai a lui,
-qual chi tu sii, od ombra od omo certo!-."
(Divina Commedia. Inferno 31-66)
Ecco Dante agens, l'uomo nel suo Viaggio: scala la sua salita a poco a poco, il fine di raggiunger la cima di quel monte illuminato, un faro nella oscurità del dì.
In realtà egli è già uscito dalla "selva oscura": già è fuor dallo stato di fruizione del peccato, ha cominciato, con le sue sole forze, il processo di redenzione e salvezza.
Salvezza in senso fisico, morale, spirituale: non è forse ciò che tutti gli esseri d'ogni tempo bramano? Ma "Il piè fermo era il più basso", l'appoggio è il piede sinistro.
Avete mai visto il David di Michelangelo? un messaggio è nascostonella sua postura: la parte sinistra è quella esposta naturalmente al male e al peccato; ugualmente la gamba sinistra di Dante, che arranca e rimane indietro, è metafora dell'attaccamento alla realtà terrena inficiata dal vizio e dalla corruzione.
Ma continua, faticosamente, la scalata alla salvezza, ma l'Animale gli sbarra la strada.
La prima Metamorfosi delle Tre Fiere, allegoria inversa della Trinità, richiamo anzitempo al triplice volto di Lucifero.
La Lonza dalla gaetta pelle, maculata, leggiera e molto veloce, affatto non è, come ai licei ci insegnavano, la lussuriabensì è rchiamo a qualcosa di molto più articolato, qualcosa che è inscindibile al significato portato dalle altre tre fiere.
Mutazione, dunque, animale: la lince, o lonza, bella e agile, è l'attaccamento gaudente al mondo, l'incontinenza, il godere spensierati e senza misura, eppure non è essa che provoca tremor e terrore in Dante bensì la terza bestia che è preceduta dalla seconda: il Lione.
Essendo Dante uscito con le sue forze dalla selva, la supera facilmente, anche poichè è rincuorato dall'ora e dalla disposizione delle stelle che presagiscono un lieto fine del suo peregrinare, eppure, come sew tutto d'un tratto la prima fosse scomparrsa, ecco apparire la Seconda Bestia la quale blocca per un attimo il Nostro.
Il leone superbo e orgoglioso: niente altri è superbia, egiosmo, postura dello spirito e della mente che, nell'esistenza comune ed universale, di fronte all'inevitabile e alla chiarezza, perdura nel peccato e nella sua ondizion gridando "Io".
Fermiamoci un attimo: Lonza, attaccamento, Lione, egoismo; è chiaro come questa escalation quasi totemica sia perfettamente logica in sé e per sé:il godere parassitario del creato porta all'egiosmo e alla rottura con la comunità, con il mondo, con lo spirito; l'annaspare insensato, illogico, spensieratonei "vizio" che supera la misura, macchia l'uomo di hybris . Trasgredisce i limiti dati dal Dioi agli uomini; davanti alla rovina e alla colpa che ne consegue, l'uomo rifiuta una esame critico delle sue azioni e de modus vivendi alzando vanamente fiero la fronte, rabbioso e aggressiovo...eccolo trasformarsi in Leone.
Lonza,Lione, sino alla Lupa: la punta massima della degradazione morale e fisica e spirituale, la nuova fase.
A mio parere v'è quasi uno sviluppo spiraliforme, quasi hegeliano, in questo Canto che si conclude nel nuovo e più profondo superamento, della prima figura attrraverso la seconda, in quella della Lupa: "di tutte brame sembiava carca nella sua magrezza,/emolte genti fe' già viver grame", "bestia sanza pace" " che venendomi incontro a poco a poco/ mi ripigneva là dove il sol tace".
Il Gaudio spropositato, da Orgoglio cieco e superbo, diviene ancor più subdolo, ferino, impietoso; l'uomo, con la sua nuova coscienza infelice, senza alcuna pace arranca come un lupo vorace, corrotto nel corpo e nelle spirito, in cerca di continua preda, sempre famelico,sempre affannato, sempre non saziandosi, sempre a scapito dei suoi fratelli, di ogni gente, di ogni nazione....di ogni tempo.
Non è solo simbolo allegorico la Lupa, di cupidigia: è il Peccato conscio di sè, che pecca volendo farlo, che, consciamente, perpetra orori su orrori...non senza motivo Dante collega la Lupa alla Brama di ricchezze ( "peltro") in senso lato ovvero denaro, onorificenze, lusinghe, lusso,beni.
La lUpa non si può superare: è troppo forte, troppo potente, troppo sprofondata nell'errore,; Dante può solo URLARE DI TERRORE E ORRORE ALLA SUA VISTA E TORNARE INDIETRO CORRENDO.
"MISERERE DI ME", chiede aiuto in tutta la sua disperazione, sta tornando nella fitta selva!
ma...una figura appare, un'ombra,un barlume di speranza: lo "spirito magno" Virgilio, la Ratio sana e forte, unica possibilità per sfuggir.
Ecco che il Péoeta verrà mosso in un tremendo iter spirituale (che è anche fisico!) inoltrandosi nel peccato, sino nelle viscere delll'inferno, sin dentro il Male....per poi risalire lentamente, di volta in volta, dal Purgatorio al Paradiso ove, nell'ultimo canto, le parole non basteranno più a dar motivo e visione dell Figura divina.
................E pensare che, molti secoli dopo, Baudelaire nei "Fiori del Male" tenterà una riscossa con "un viagio di andata e ritorno all'inferno"! Quanto Dante ha significato nella letteratura e non solo? Molto, infinitamente, forse troppo.
Ma come non dare onore al Letterato, il primo e unico Umanista? Nessuno dopo di lui, persino il Petrarca, riuscira ad amare tanto l'uomo e il suo Destino; con Dante inizia e finisce il vero Umanesimo che sarà poi soppiantato da quello freddo, letterario, filologico del Petrarca, di Boccaccio e degli Umanisti fiorentini; sepolcri imbiancati.
Quante Lupe ancor oggi bramano? quanti Lioni, quante Lonze? quante genti vivon grame a causa del peccato di altri? quante genti scontano sulla propia pelle, facendosene carico involontariamente come innumerevoli Cristi, gli effetti e le conseguenze del Peccato!
Mi fermerò qui, non vi annoierò nè tartasserò oltre.
Pensate ogni tanto a questo Poeta, pensate ai nostri giorni, alle epoche passate, alla vostra persona...vorrei lasciarvi con una poesia, una poesia di Primo levi...pensate....e tremate...spero che un "MISERERE DI ME!" esploda dalla laringe fuor dalla vostra bocca!
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.
[da Se questo è un uomo, Einaudi, 1958]

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se la vita come molti dicono è un dono,lo posso gestire sto regalo?Oppure devo considerarlo un prestito?(eutanasia) | commenti


In attesa che madama Brigantin Francesca parli nello specifico del caso eutanasia,vorrei provare a dire la mia.

Vediamo di allargare il discorso da un punto di vista prettamente medico,cosa che io tanto per precisare non sono,ma può offrire spunti interessanti,visto che ancora oggi la medicina non riesce a mettersi daccordo su una cosa semplice,sembra quasi ridicolo dirlo,quando ci si può considerare morti.

Fino agli anni ‘60, si riteneva che l’accertamento della morte dovesse avvenire mediante il riscontro della definitiva cessazione delle funzioni vitali: respirazione, circolazione, attività del sistema nervoso. Ma nel 1968 una Commissione della Facoltà medica di Harvard propose un nuovo criterio, allora indicato come ‘coma irreversibile’, fondato sulla definitiva cessazione delle funzioni dell’encefalo. “I criteri di Harvard sono stati pubblicati senza nessun dato clinico-statistico relativo a pazienti.

Dagli anni ’80, però, nel mondo scientifico hanno iniziato a diffondersi perplessità e dissensi sulla validità di tale criterio fondato sulla ‘teoria dell’integratore centrale’, secondo cui l’organismo, quando l’encefalo cessa di funzionare, si riduce a una collazione di organi, parti corporee non integrate funzionalmente.

Ora io mi domando e dico,se persino su un evento che si ritiene universalmente certo il mondo della medicina si divide,figurarsi l eutanasia,che è tema molto più delicato,si tratta di decidere se un essere umano soffre abbastanza da rendere la sua vita degna di essere vissuta,se si possa resistere al eventuale dolore o l immobilità,semi-completa o totale che sia.

Si potrebbe provare con la filosofia,ma i pensieri sono molti,non si caverebbe un ragno dal buco.

La religione maggiormente diffusa nel nostro paese in questo caso non offre sbocchi,la vieta e basta,non entra neppure in merito alla questione,anche se mi sono sempre chiesto una cosa,se si considera sacrilego che l uomo attraverso la nascita in vitro,"lutero in affitto",l inseminazione artificiale metta mano alla creazione della vita,perchè accettare che delle macchine facciano respirare o alimentino un corpo?

Sembra che si usino due pesi e due misure.

Tornando al discorso,credo sarebbe molto meglio lasciare alla persona la dignità di decidere se continuare a soffrire oppure resistere stoicamente,come nessuno è davvero mai uguale un altro,lasciamo che ogniuno decida da solo,la sofferenza è personale,dovrebbe esserlo anche tutto il resto.

Nel caso non si sia più in grado di intendere e/o volere,rispettate il suo pensiero prima di quell infausto momento.


Sulla questione del trapasso certo da me accennato è uscito un libro:

Finis vitae.Is Brain Death still Life

Raccoglie il parere di medici,giuristi e filosofi.

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Intermittenze notturne | commenti



Ore: 3;55.
Mercoledì 20 Dicembre 2006

Dormire? Le palpebre stentano a chiudersi sotto il martellamento del cuore, ora veramente al parossismo, contro la cavità interna del costato.
Ansia? sì. Per cosa? non so? io so? mah!
Indecifrabile il motivo che mi porta a scrivere queste righe convulse...freddo....la tastiera non si addice alla scrittura: avete mai provato a trattenere i vostri pensieri in un file x.doc?
frenesia frenesia frenesia.... Che strano, mi va d'ascoltare una canzone per un buon mazeltov!
Allegra: adoro le sonorità buffonesche dei fagotti...
Non notate come sia tutto senza senso? provate a rintracciare un filo logico in questa ragnatela, arazzo, web.
Non potrete: avete mai provato a trattenere i vostri pensieri in un file x.doc?
Prendete al silenzio della stanza della mente una penna, anzi, un pennino; preparate dei fogli bianchi, intonsi, vergini, non contaminati da tracce del mondo; sedetevi ora: alzate la destra, poggiatela sopra il tappo a vite della boccetta d'inchiostro, la mancina vada a stringerne la base: operate una forza centrifuga. La boccetta si apre rivelando il suo umore fosco e senza luce: intingete la punta del pennino una, due, tre volte, non di più...qualche goccia cade...attendete..piano..piano...piano...cominciate ad avvicinarla al foglio e...scrivete.
respirate...calmate la mente e focalizzate il bianco vuoto del foglio, il nero pieno dell'inchiostro: operate la netta divisione tra ratio e sentimenti...domateli: l'io, come una statua mano a mano sbozzata dallo scalpello dell'artista prenderà forma.
Non cercate di voler dire qualcosa ma dite. Dite, parlate:il foglio sarà ben lieto d'ascoltarvi e oltremodo la penna di far da legato.
Stendete l'inchiostro come una sfoglia da pasta: le nonne ormai lo fanno automaticamente senza chiedersi "quanta pressione metterò sul mattarello?".
quando sarete vuoti come prima lo fu la carta...chiudte gli occhi e dormite....aspettate..un giorno...due giorni...tre giorni: un buon vino va invecchiato per anni per essere gustato.
Avete Riposato? bene: alzatevi e prendete il foglio alle 6;00 in punto: leggetelo..a bassa voce, ma udibile: rintracciate la guida tum che tum vi conduce tum tum... un ritmo è nascosto, un retrogusto...ora prendete una lima..raschiate, aggiustate...cercate quel ritmo...stanatelo, è lì...sta per uscire..afferralo! piegalo: è una bestia indomita. Usa la frusta!
riprendete il foglio...da crusca a farina bianca....lasciatelo lì ancora...dormite uno due tre giorni...
Svegliatevi nuovamente: riprendetelo...guardatelo....leggetelo...mandatelo a memoria, anche se lo odiate, anche se i vostri timpani si torceranno come le viscere in preda al cancro,poi...bruciatelo.



Ricominciate nuovamente.


(L'autore non si prende responsabilità per le sue aerofagie mentali)

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uomo quale epoca 2 martedì 19 dicembre 2006 | commenti


Seconda parte del post UOMO QUALE EPOCA.
Come dicevo medioevale,
la dimostrazione di una guerra di religione non dissimile alle crociate penso sia sotto gli occhi di tutti.
Al di l là del fatto che TUTTE le notizie che noi riceviamo dal mondo arabo,in particolare quelle che riportano notizie giornalistiche,provengono da una società Israeliana,che potrebbe filtrare e distorcere quello che ci giunge(consiglio la visione di INCANTESIMI l ultimo spettacolo di Beppe Grillo).
Non si può nascondere che la ricerca di un eventuale nemico,da sventolare davanti al opinione pubblica della nazione caposaldo dell occidente,l America,faccia comodo agli attuali detentori del potere,ricalcando in minima parte la stessa linea estera del presidente Reagan, che dal punto di vista degli affari internazionali rialzò il livello della sfida tecnologica e militare all'Unione Sovietica con la Strategic Defense Initiative ,spesso indicata col termine di Guerre Stellari, in riferimento alla celebre saga cinematografica;rivelandosi una bufala,permise comunque di parlare per mesi di una linea di difesa inesistente solo per aumentare la paura.
Ugual discorso anche verso la minaccia dell'estremismo e del terrorismo islamico,che in parte alimentava(1 guerra del Golfo 1980-1988)utilizzando Saddam Hussein,che tentò di approfittare della caotica situazione iraniana in seguito alla rivoluzione islamica di Kohmeini per rivendicare pozzi petroliferi che si contendevano e indebolire il prestigio Iraniano tra le popolazioni arabe.
Sembra che siano cambiati alcuni attori,ma non la sostanza.
Il nemico soprattutto se lontano e profondamente dissimile fa sempre comodo,oggi come allora.


Fonte guerra del golfo:http://cronologia.leonardo.it/storia/a1980a15.htm

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uomo di quale epoca | commenti



In quale epoca viviamo?
A mio modestissimo parere si potrebbe paragonare al Medio Evo,tecnologicamente avanzato,ma della maggior parte delle cose non ne conosciamo il funzionamento,e le scoperte non vengono divulgate col principio del miglioramento delle condizioni di vita,anche solo per alcuni,ma della "convenienza economica".
Meglio propinare facezie come cani elettronici che simulano i loro modelli animali.
Siamo in mano a Vassalli,Valvassori e Valvassini,le cariche di potere vengono cedute per linea diretta(famigliari)o ramo cadetto(amici di famiglia).
Il sindaco di un piccolo paese come Offida,dell entroterra marchigiano,asseriva in un dibattito pubblico con presente Sabina Guzzanti che in fondo è un difetto tutto Italiano,non c è niente di male se si aiuta il proprio figlio.
Alla mia domanda se il figlio di un calzolaio allora doveva lasciare perdere ogni speranza ha iniziato a difendersi a voce alta,il microfono mi è stato strappato dalle mani,non avendo comunque una risposta soddisfacente.
Questa è solo la prima parte di un lungo post.

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