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Benvenuti Tutti su questo blog,curato dall'esimio Monaldo Politi e Finardi,i nostri nomi sono frutto della fantasia dei due creatori di questo piccolo angolo di riflessione. Ricordiamo di moderare i commenti al vivere civile,siamo qui per confrontarci e non per scannarci,rirceverete risposte spero sempre esaurienti e rispettose dei VOSTRI punti di vista. (Ringrazio anticipatamente Sugar per ogni volta che vorrà arricchire gli spazi con i suoi graditi post)
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è difficile accompagnare un ceco...(frase finale del film profumo di donna interpretato da Vittorio Gassman per la regia di Dino Risi 1978)


Questo titolo nasce da una considerazione,è difficile restare vicini a chi è incapace di vedere,a chi non è in grado di scorgere nulla,e non parlo di menomazioni fisiche,vi sono molte persone che sono così incapaci di rapportarsi con la realtà umana che si aggirano come ceche per la società.

Ecco un esempio lampante.
La sede della Ipc FaipMILANO - Aveva chiesto mezz'ora di lavoro flessibile per poter riprendere la figlia da scuola, ma l'azienda, la Ipc Faip di Vaiano Cremasco (Cremona), ha deciso di risolvere il problema più drasticamente, licenziandola. Raffaella, operaia di 40 anni, aveva fatto domanda per poter avere trenta minuti di flessibilità da utilizzare per accudire la sua bambina, ma dopo un lungo braccio di ferro è stata messa alla porta. Fino a qualche settimana fa la donna, divorziata e senza altri redditi se non la sua paga di mille euro, per prelevare la figlia a scuola aveva sempre usato la pausa pranzo. Recentemente un accordo sindacale l'ha accorciata però di mezz'ora. La signora aveva chiesto quindi una deroga, con la disponibilità a recuperare la mezzora o a perdere la retribuzione. Ma niente da fare: dopo una serie di iniziative, e dopo gli scioperi di mezzora indetti dalla Flm Uniti-Cub per consentire alla lavoratrice di accudire la figlia, l'azienda ha deciso il licenziamento. La decisione della Ipc Faip, azienda leader nella produzione di strumenti per la pulizia domestica e professionale ad acqua, è stato subito impugnata; la prima udienza davanti al giudice è fissata per il 9 gennaio a Crema. (20 dicembre 2006)
Ora diamo una guardata ai permessi sul diritto del lavoro,essi prevedono:

I lavoratori hanno l'obbligo di svolgere le prestazioni assegnate rispettando, nel quantitativo e nei criteri di distribuzione, l'orario a tempo pieno o parziale attribuito all'atto dell'assunzione. Tuttavia in alcune circostanze possono essere interessati a chiederne, per un periodo determinato, la riduzione.

Possiamo considerare il periodo scolastico un periodo determinato,se volessimo estendere al massimo tale normativa,

ma se anche non fosse possibile,ci si potrebbe rifare a questo speciale tipo di normativa:

Viceversa alcune norme contrattuali, diffuse nei principali Ccnl,prevedendo con varie espressioni e formule la facoltà del datore di lavoro di concedere ai lavoratori istanti aspettative di breve durata, per consentire il soddisfacimento di esigenze personali. E' il caso ad esempio dell'art. 57 del Ccnl per l'Industria Tessile 28 maggio 2004, che dispone oltre al rispetto di un limite massimo.

Era in potere del datore di lavoro permettere ad una madre divorziata e monoreddito di andare a prendere la figlia a scuola.

Si è preferito licenziarla,in rispetto della carità e della solidarietà umana.

Purtroppo la cosa non mi sorprende.

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  • Blogger Fallagirare.Staff says so:
    11:40:00  

    Ottimo articolo caro Finardi!

    Comunque la vicenda è davvero scandalosa...quasi assurda!

    Io credo che questa triste storia reppresenti solo lo 0,0001% di quello che accade ogni giorno in Italia: abusi, soprusi, ricatti, mobbing...che tristezza vivere in questa società "civilizzata"!

    Una caro saluto. top

  • Blogger m1979 says so:
    16:57:00  

    L'azienda poteva certamente essere più elastica ed interpretare in un modo diverso la legge, inoltre la signora aveva dato disponibilità di recuperare la mezz'ora o a perdere il corrispettivo in denaro!è una brutta storia alla vigilia di natale che non fà certo onore all'azienda. E poi cosa voleva dimostrare l'azienda con questo gesto?che bisogno c'era di usare il pugno di ferro?voleva dimostrare forse qualcosa a tutti gli operai usando il caso della signora come esempio?certo che ha usato il metodo peggiore, perchè li dove c'è attrito tra azienda e lavoratori non c'è serenità e quindi non c'è futuro! buon natale!! top

  • Blogger finardi says so:
    17:33:00  

    e pensare che volevo cominciare con una notizia allegra,volevo qualcosa di natalizio del tipo "giovane salva vecchietta e due gatti calandosi con una corda fatta con le coperte",ma se penso al Natale di questa povera donna mi vengono i brividi top

  • Blogger Fallagirare.Staff says so:
    19:38:00  

    TANTI AUGURONI!!!

    BUON NATALE ;) top

  • Anonymous Lou Mogghe says so:
    15:01:00  

    Ciao Finardi,
    scusami se c’ho messo un po’ di tempo per rispondere…
    in ogni caso, in merito a questa vicenda non posso che pensare male della condotta della Ipc Faip. In primo luogo credo che, vista la circostanza, sarebbe stata auspicabile una maggiore flessibilità da parte dell’azienda, visto che la signora in questione chiedeva solamente trenta minuti di flessibilità e che tra l’altro avrebbe recuperato, quindi senza alcun danno economico per l’impresa.
    Così facendo, in secondo luogo, visto che nel contesto attuale per una persona di 40 anni è molto difficile trovare un altro lavoro con un contratto stabile che possa garantirle il sostentamento suo e della figlia, di fatto lasciano una persona “in mezzo alla strada”.
    Mi auguro che questa vicenda si risolva al più presto e nel migliore dei modi.

    E’ stato un piacere conoscere il vostro blog, ti mando un saluto ed un augurio di buon anno! top

  • Blogger finardi says so:
    17:18:00  

    cercherò di tenermi informato e concordo con te ho il sospetto che la suddetta signora si sia molto battuta per non perdere quella frazione di tempo alla mensa e il datore di lavoro si sia voluto liberare di una rompicoglioni top