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il monito del papa





Il pontefice ha velamente parlato dell aborto:"La vita, che è opera di Dio, non va negata ad alcuno, neppure al più piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilità (si riferiva all'aborto?)."



Una scelta difficile,ma non si può negare che le contingenze della vita ci portino ad una scelta tanto sofferta.


Con la legge 194 del maggio del 1978 recante "Norme per la tutela della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza", è stata regolamentata l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia. In virtù della normativa vigente, oggi qualsiasi donna che "accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie di malformazioni del concepito" può richiedere l'IVG entro i primi 90 giorni dal concepimento. Dopo tale periodo l'IVG è ancora praticabile nel caso in cui la prosecuzione della gravidanza comporti un serio pericolo per la salute della donna."






Uno dei casi più eclatanti di contrapposizione dei diritti nella storia della giurisprudenza e nella vita sociale del nostro paese,fatto salvo che c è stato e c è ancora una discussione se il feto è in possesso dei diritti positivi propri di ogni individuo,o se essi si acquisiscano solo al momento dell effettiva nascita,se poi vogliamo prendere in esame l attuazione di tali diritti in fase pre-natale la discussione si allarga a quando dovrebbero essere acquisiti. La contrapposizione di cui parlavo e tra madre e diritto del nascituro,se l uno prevalga sull altro.



Ad una attenta analisi della prima parte si fa riferimento alla salute fisica o psitica;quando cioè la possibilità di partorire mette a rischio la vita delle donne,penso che nessuno avrebbe il coraggio di costringere una persona di rischiare la propria esistenza arrivando persino a forzarla,deve compiere da sola tale scelta. Nella seconda parte si parla di condizioni economiche,sociali e famigliari,le cose nel nostro paese sono migliorate,non si considera più la madre nubile come un reietto della società,ma la legge deve prendere in esame tutte le casistiche,siamo un paese non eterogeneo,la maggioranza dei casi riferito a tale frangente riguarda soprattutto le straniere(pensate ad un mussulmano,o di diversa educazione dalla nostra pur se cattolico o di altra professione religiosa,non tutti accetterebbero un figlio fuori dal matrimonio)Ecco alcuni dati: Classe di età( 1998)(in anni)



18-24



11,5 Italiana55,0 Straniera



25-29 12,0Italiana44,0 Straniera



30-34 12,2 Italiana31,4 Straniera



35-39 11,1 Italiana23,6 Straniera



40-44 5,3 Italiana10,0 Straniera



45-49 0,5 Italiana0,7 Straniera



Dati generali certo,ma in queste percentuali il peso di una familia è preponderante,come la generale condizione economica di chi non possiede la cittadinanza italiana,altrimenti non sarebbe possibile riscontrare una simile disparità.



Terzo punto,le condizioni in cui è avvenuto il concepimento,qui velatamente si sottointende:stupri,incesti,pedofili, sarebbe iniquo costringere la donna a portare avanti un figlio se fosse frutto della violenza. Es:lo zio stupra la nipote avreste il coraggio di vietarle di interrompere la gravidanza? Caso minoritario e raro,ma sempre possibile quello del rapporto forzato.



Anomalie del concepito. Non è semplice portare avanti la vita di un figlio con problemi psitici o fisici,deve essere anche qui la genitrice a scegliere di fare una scelta di vita importante,che la cambia radicalmente,se non vi fosse questa possibilità non è da escludere che una persona con poca coscienza li abbandonerebbe,(succede anche ora,ogni tanto si trovano bimbi nei casonetti,nel peggiore dei casi,o abbandonati davanti agli ospedali,o negli orfanotrofi) Mi si potrebbe ribattere che comunque effetivamente si potrebbe lasciare il bambino in apposite strutture,ma ve la sentite di obbligare a portare avanti una gravidanza in maniera forzata?Stare 9 mesi in una condizione non voluta? Un pargolo che deve affrontare una vita di difficoltà,a livello fisico e/o mentale,fragile di per se,senza l appoggio dei propri genitori,una scelta difficile.



Per concludere un mio pensiero,non si dovrebbe mai gestire il corpo di un altro,eutanasia,testamento biologico,aborto,lasciate che sia la persona a scegliere.

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  • Blogger m1979 says so:
    14:05:00  

    L'aborto è un problema molto etico, concordo con quello che hai scritto, ma non mi sento di condannare la posizione della chiesa e del papa su questo tema e sul diritto alla vita in genere (La vita è un dono di dio ecc...) anche loro, dal loro punto di vista hanno ragione!
    Comunque io concordo con te, purchè non si abusi di questi strumenti e non si giochi con la vita umana! top

  • Blogger finardi says so:
    02:53:00  

    sulla libertà di parola pubblico fresco fresco un post,spero che venga considerato per quello chè,molto ironico,mi auguro di non risultare offensivo^^
    Vorrei un tuo commento anche su quello. eheheheheheh top

  • Blogger finardi says so:
    02:55:00  

    nel caso in cui non rientri in questa casistica da me riportata il ginecologo può comunque rifiutarsi di interrompere,mi pare giusto,che si cambi medico. top