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Benvenuti Tutti su questo blog,curato dall'esimio Monaldo Politi e Finardi,i nostri nomi sono frutto della fantasia dei due creatori di questo piccolo angolo di riflessione. Ricordiamo di moderare i commenti al vivere civile,siamo qui per confrontarci e non per scannarci,rirceverete risposte spero sempre esaurienti e rispettose dei VOSTRI punti di vista. (Ringrazio anticipatamente Sugar per ogni volta che vorrà arricchire gli spazi con i suoi graditi post)
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tutto sto tempo e poi si torna da telecom


Visti i problemi avuti con telecom ho disabilitato la linea,è stato ed è un calvario immenso,dipenderà forse dal fatto che i tecnici preposti ad allacciare linee concorrenti sono comunque tecnici della suddetta azienda?Torno con telecom ed ho sprecato due mesi alla ricerca di alternative,non sono contento non sono assolutamente contento.


Mi sento come un residente delle case Apsa, l acronimo di Amministrazione del patrimonio della sede apostolica;perchè mentre si festeggia il family day si sfrattano allegramente intere comunità comprensive di figli nonni e animali domestici a carico.


leggere e riflettere.


in questi giorni decine di famiglie e di anziani che abitano negli appartamenti dell’ Apsa,appena fuori dello Stato Città del Vaticano,stanno ricevendo lo sfratto per finita locazione. Ad agire per conto del patrimonio della Santa Sede l’avvocato Giulio Favino che rappresenta il Vaticano su delega di “sua eminenza reverendissima il signor Cardinale Attilio Nicora”, presidente dell’Apsa, che a sua volta è delegato direttamente, mediante scrittura chirografa depositata presso il notaio Paride Marini Elisei (studio in via Alberico II), dal Papa Benedetto XVI con atto notorio del 23 maggio 2005 firmato personalmente dal Papa attuale.E la cui firma è certificata come autentica da padre Giovanni Malizia, “officiale della segreteria di stato affari generali”. Detta in parole povere è come se il Papa in persona chiedesse all’avvocato Giulio Favino di sfrattare le famiglie e gli anziani che abitano questi vecchi palazzi che oltretutto il Vaticano costruì nel dopoguerra con i soldi americani del piano Marshall riservati alla Santa Sede. Alcuni sfrattati e loro familiari si sono rivolti al consigliere della Rosa nel Pugno del primo municipio Mario Staderini e hanno raccontato storie poco edificanti come “contrattazioni prendere o lasciare” fatte da ammiccanti funzionari vaticani e suggerimenti di “trovarsi amicizie in Vaticano per fare revocare l’istanza di sfratto”. Insomma rivolgersi ai più classici dei santi in paradiso. In udienza altri avvocati hanno raccontato che l’avvocato che rappresenta il Vaticano per gli sfratti, su delega indiretta del Papa, ha chiesto quasi sempre la procedura d’urgenza minacciando anche il ricorso alla forza pubblica. Così i diretti interessati hanno pensato bene di fare conoscere alla stampa la “carità cristiana con cui la Santa Sede si sta preparando al "family day”.Dall’inchiesta fatta nel 1977 da “L’Europeo” risultava che un quarto di Roma era in mano vaticana, e la pubblicazione di dati e indirizzi costò al direttore Gianluigi Melega il licenziamento da parte dell’editore Rizzoli. Oggi sono almeno 2000 gli enti ecclesiastici proprietari di immobili a Roma: confraternite, pontifici collegi, monache, ordini religiosi. Nel centro storico possiedono negozi, appartamenti, interi stabili pregiati, che rendono il Vaticano determinante per qualsiasi politica abitativa, oltre che per l’evoluzione del mercato stesso. Il valore complessivo delle “case del Papa” oggi è enorme e la collocazione degli appartamenti è ambita. Ma non sempre è stato così: sino a 30/40 anni orsono, i rioni romani (come Campo dei Fiori, Trastevere, Borgo) erano luoghi da cui si scappava a causa della povertà e dell’abbandono in cui versavano i palazzi e per il degrado sociale di quelle zone frequentate da tossici e piccoli malviventi. Fu così che gli unici ad avere il coraggio di vivere in quelle case decrepite con i bagni alla turca fossero i ceti più poveri, cui gli enti religiosi affittarono gli appartamenti altrimenti destinati al degrado. Poi negli anni ’80 ci fu la riqualificazione e gli immobili quadruplicarono di valore e iniziò la lunga stagione degli sfratti pontifici.Oggi si calcola che il patrimonio delle case di pertinenza vaticana solo in Roma sia almeno pari a un quinto di tutti gli alloggi del centro storico e delle zone limitrofe. Quando il proprietario è un ente ecclesiastico, e quindi collegato statutariamente con il Vaticano, le particolarità sono che le case pagano il 50% delle tasse sul reddito derivante dagli affitti perché trattandosi di enti della Santa Sede, enti ecclesiastici ed Onlus, i proprietari degli immobili hanno la riduzione del 50% dell’Ires, ovvero dell’imposta sul reddito cui vanno ricondotti i redditi fondiari erivanti da affitto di immobili. Si tratta spesso di immobili frutto di lasciti e donazioni, quindi vincolati ad “uso caritatevole”: passati tanti anni nessuno più controlla e vengono magari trasformati in alberghi.Gli immobili ecclesiastici, specie quelli del centro storico, sono accatastati come case popolari o ultrapopolari, quindi pagano un decimo dell’ICI. Le persone sfrattate hanno per decenni mantenuto il patrimonio, quando non c’erano ne cessi ne riscaldamenti e le zone suddette erano considerate malfamate.


Questo è quanto.

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  • Blogger ueuè says so:
    10:05:00  

    Caro Finardi, ci sei mancato, anche se c'è da chiedersi dove tu abbia trascorso questi due mesi, visto che, per certi versi, sembri un reduce. Quello che riferisci nel tuo post, se vero ed esatto, è sicuramente non solo motivo di riflessione ma di denuncia. Le mie perplessità vanno però alle date che coincidono troppo con quella del cosiddetto "family day", nel quale non credo, ma non credo nemmeno al matrimonio tra omosessuali e nemmeno ad un governo che per reggere, anzichè preoccuparsi delle pensioni ai giovani, è disposto a cacciare quattrini per quelle di indebita reversibilità. Questa coincidenza di date rischia di trasformare una giusta denuncia in mera demagogia per i fessi. Io non credo che esistano famiglie alternative, credo che le famiglie non esistano più, e devo dire che me ne dispiace molto, ma non si può riesumarle con famiglie posticce. Occorre certamente una regolamentazione per uscire dal caos, ma senza privilegiare nessuno. Sai quante donne separate e senza lavoro a Natale non possono comprare un regaluccio ai loro bambini perchè l'assegno divorzile non prevede la tredicesima? Calmierare i fitti è dovere sociale, ma per tutti, non solo per la Chiesa. Quanto alle comunità che ci ostiniamo a chiamare "famiglie", se vi entrano due o tre stipendi, potranno sempre assicurarsi un tetto molto più di quanto possa fare una persona sola che, se per giunta è anche anziana, e magari anche disabile, può solo suicidarsi. In tutta onestà non sono in grado di stabilire se siano fallite le ideologie o tutti noi senza esclusioni. Vero transgender è questa nostra epoca di crisi che deve ritrovare un assetto non usando in modo distorto le macerie che ci restano, ma costruendo mattoni nuovi ed inediti. top

  • Blogger VitoBarese says so:
    11:44:00  

    Ave...
    è dura cambiare compagnia telefonica, io non ci ho nemmeno mai provato...
    Comunque io dico solo che spero che la figura della famiglia non sparisca, perchè penso sia uno dei pochi punti di riferimento che un bambino può avere. top

  • Blogger m1979 says so:
    20:16:00  

    Ritorno con il botto!!! Non credevo che il vaticano avesse così tanti immobili!! Per il discorso silla famiglia io quoto vitobarese! top

  • Blogger Maya says so:
    10:12:00  

    Sono queste le cose che purtroppo allontanano le persone dalla chiesa!
    Io amo la chiesa fatta dai preti che lottano sul campo contro i problemi veri. Quelli come padre Puglisi, come padre Piero che scagliatosi contro gli spacciatori del mio quartiere è stato più volte minacciato, come tutti gli altri che aiutano, guidano si incavolano, ma non giudicano!
    Per quanto riguarda la famiglia, anche io non appoggio il matrimonio omosessuale. Ma se due persone (anche se dello stesso sesso) si amano veramente, perchè non riconoscergli almeno i diritti civili? E perchè non dovrebbero avere l'assoluzione in confessionale? Chi è l'uomo per giudicare? E' vero che la famiglia deve essere sostenuta perchè la società dovrebbe ripartire da questa. Con politiche del lavoro, ad esempio, che permettano ai genitori di stare più tempo con i loro figli e non solo due o tre ore la sera dopo una giornata, in cui un bimbo, è esposto a mille condizionamenti, senza una guida valida. Il fatto che ancora non sia stato fatto da parte di tutti i politici che si dichiarano strenui sostenitori(divorziati) della famiglia, mi fa pensare che si vogliano tenere le cose così come sono. Tutti allo sbando e poi si vedono i risultati guardando giornalmente il telegiornale. Ogni giorno è sempre peggio, sempre più orrori. La pedofilia dilaga e i bambini non sono più al sicuro ne in famiglia, ne in chiesa, ne a scuola.
    Se volevano terrorizzarci di qualsiasi cosa ci sono riusciti. Almeno con me! top